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Dal Golf... alla poltrona di primo cittadino
Scritto da Administrator   
Lunedì 11 Gennaio 2016 10:51

Gente Comune  è la lista che il 15 novembre ha vinto sul filo di lana la competizione elettorale a Caderzone Terme. 16 voti in più che hanno consegnato alla storica “opposizione” il compito di dirigere il nuovo mandato, con Marcello Mosca per la prima volta nel ruolo di Sindaco.

Dove e quando nasce Marcello Mosca amministratore pubblico?

La prima esperienza fondamentale non è stata tra i banchi del comune. Nel 2000 sono stato tra i soci fondatori del campo da golf di Bocenago. Ho iniziato allora ad avere rapporti con la politica, con i comuni, le banche, le funivie, i 170 proprietari dei terreni. In quegli anni è nata la conoscenza e la passione per il mondo amministrativo pubblico, ho apprezzato e mi sono scontrato con molta gente, ho imparato e ho acquisito esperienze importanti. Attualmente sono ancora presidente di Rendena Golf Spa, la società proprietaria di terreni e strutture. Nel 2005 sono quindi stato eletto per la prima volta in comune, con la lista di minoranza, esperienza che ho confermato nel 2010. Sempre nel 2010, a novembre, sono entrato nel consiglio della Comunità di Valle, dove ho fatto il capogruppo dell’UPT. Altra avventura costruttiva, ho conosciuto persone, modi di fare, di ragionare e soprattutto imparato a pensare dimenticando i campanili.

Ultimamente ti sei fatto una certa fama con la polemica sul punto nascite di Tione…

Sono stato uno dei promotori della raccolta firme. Tengo a precisare che al primo posto c’era (e c’è) l’idea della sopravvivenza della struttura Ospedaliera, secondo me il vero centro, la cosa comune più importante di tutta la Comunità di Valle. Vero è che non mi sono tirato indietro, che quello che dovevo dire l’ho detto ai diretti interessati, anche con toni un po’… forti. Sono convinto che le strutture decentrate non possano avere tutto: necessario è un pronto soccorso all’altezza, poi si potrebbe pensare a delle specializzazioni molto importanti in uno o due reparti, in modo da diventare vere eccellenze (come potrebbe succedere ad esempio per ortopedia).

Sindaci e Comunità hanno avuto però poca voce in capitolo

I primi non credo li abbiano mai sentiti. Peccato per il poco potere della Comunità; anche nell’ottica della logica delle fusioni sarebbe importante dare nelle sue mani il coordinamento delle case di riposo, della viabilità, dei servizi alla persona in genere.

Torniamo a Caderzone. Come nasce l’idea di fare il sindaco?

Un’investitura da parte delle persone con cui ho fatto opposizione, un gruppo importante, che mi ha supportato anche nell’esperienza in Comunità di Valle. A essere sincero non mi hanno lasciato alternative: “tocca a te, altrimenti non ci ripresentiamo”. Non è stato certo un ricatto, ma un modo per affidarmi un incarico impegnativo. Considero la mia una squadra giovane, coesa, fantastica; con loro mi sono sentito ben motivato e appoggiato.

Com’è stata la campagna elettorale?

Un’impresa, si trattava di proporre una svolta importante, l’alternativa a un’amministrazione che, di fatto, governava da 30 anni. Il nome della lista è il messaggio stesso delle nostre idee: nessuna promessa eclatante, c’è crisi, ma con forza e orgoglio, positivamente, faremo in modo di valorizzare, rilanciare le nostre potenzialità, le potenzialità del paese, noi assieme agli altri.

Altri contenuti erano il riproporre un progetto di fusione, o in subordine cercare il massimo dialogo con i comuni vicini, per valorizzare le grandi potenzialità a livello turistico di golf, terme, parco agricolo e relativa zootecnia di pregio.

Il costo della campagna?

Poco meno di 1500 euro.

Dove e come hai passato il momento dello spoglio?

Prima in casa di riposo con mia madre, poi in ufficio. Partivo dal presupposto che eravamo sul filo, e già dopo poche schede è stata adrenalina pura, devo essere sincero; ricevevo gli aggiornamenti via SMS ed ero sempre più agitato perché la parità è durata fino alle ultime trenta schede. Poi, come in un film fatto bene (da un regista amico) l’ultima parte dello spoglio è stata totalmente a nostro favore. Alla fine l’abbiamo spuntata di 16 voti. E abbiamo festeggiato fino a tardi.

Quale la prima cosa fatta in assoluto?

La prima? Non un atto di amministrazione. Il mattino successivo ho voluto conoscere i dipendenti uno a uno, ho stretto un patto, ho promesso e preteso fiducia, facendo presente che lavoreremo assieme per condividere molti obiettivi. Sono passati due mesi e sono molto soddisfatto di loro.

Adesso ti trovi alla guida di un comune scampato alla fusione: vi considerate dei sopravvissuti o qualcuno che si è perso un’occasione d’oro?

Direi la seconda opzione. Caderzone aveva votato a favore della fusione, purtroppo uno dei paesi candidati non ha avuto un referendum dall’esito positivo.

Ora stiamo iniziando l’avventura della gestione associata imposta dalla provincia (comprende tutti i paesi da Pelugo a Caderzone) . La gestione associata è un problema, nessuno ci ha ancora spiegato come fare, ci daremo da fare per capire, per risolvere, per organizzare. Ma sono scettico, ritengo che la fusione sia molto più valida, a patto che si metta veramente tutto in comune (e non si provveda dopo a rifrazionare da capo con Asuc, pompieri e altri singoli interessi dei precedenti paesi).

Nel mio programma abbiamo dichiarato di credere a una fusione.

Riesci a conciliare lavoro e ruolo di Sindaco?

È dura organizzarsi bene la giornata con i tempi da dedicare alle rispettive cose. E, visto che il ruolo di Sindaco viene per primo, lavoro di sabato, di domenica, in ufficio ci vengo di notte.

 

Qual è la situazione finanziaria del comune di Caderzone?

Non ottimale, perché si sta utilizzando la cassa: sono state fatte opere di cui mancano i collaudi e la chiusura della contabilità,  ma dovrebbero arrivare fondi dalla provincia.

 

Una critica e un merito della precedente amministrazione

La critica: l’ente pubblico dev’essere organizzato come fosse un’azienda e deve dialogare di più con tutti: è quanto non ho notato nella precedente legislatura e quanto ci proponiamo di fare adesso.

Il merito: il rifugio di San Giuliano è un’opera ben riuscita; importante è stata anche la salvaguardia negli anni scorsi della zootecnia e della nostra piana, valore aggiunto della nostra economia, del nostro territorio e del nostro turismo

Il destino del Golf? Non naviga in buone acque...

Il campo è un gioiellino, questo sport è ancora una nicchia, ma ha il suo giro. Fa immagine, dà lustro al territorio, è un biglietto da visita favoloso. Ha risentito della crisi, i numeri sono in calo da qualche esercizio. Ma fra due anni finiremo di pagare i debiti e poi saremo indipendenti. Adesso si è ricreato un bel gruppo di giovani, il circolo è ben vivo, vedo fermento anche nelle serate goliardiche, nell’entusiasmo per le single iniziative. Stiamo facendo del nostro meglio per rilanciarlo, ho fiducia concreta.

E l’orso?

Strumentalizzato. Che ce ne siano è una risorsa, troppi costituiscono un pericolo. Sono da ridurre.

Quanto resterà in politica? Progetti per il futuro?

Intanto faccio questo mandato e poi ci ragiono. Non ho ambizioni particolari, ma ho degli obiettivi: nella conferenza dei Sindaci mi piacerebbe insistere sui temi legati ai servizi alla persona legati a sanità, case di riposo, scuola.